Il Vino calabrese

L’antico nome di questa terra, “Enotria”, testimonia la vocazione enologica della regione fin dai tempi antichi. Come il pane è il mezzo di sussistenza fisica, così il vino rappresenta quello spirituale: rinforza, stimola e rallegra il cuore dell’uomo, fa dimenticare gli affanni, crea gioia nei banchetti. I Greci lo rendono, addirittura, uno strumento di mediazione spirituale tra ciò che è umano e ciò che è divino. In Calabria, nonostante continui il Cirò ad occupare le prime posizioni in fatto di popolarità tra i vini regionali, anche altre produzioni vinicole si pongono, da qualche tempo, l’obiettivo di rappresentare la tradizione enologica della regione in Italia e nel mondo. Le principali zone di vinificazione della Calabria risultano essere, da nord verso sud: l’area del massiccio del Pollino, le propaggini tirreniche e ioniche della Sila che interessano le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, il basso Ionio e l’area di riferimento del Parco Nazionale dell’Aspromonte. I vitigni autoctoni si presentano abbastanza omogenei con una prevalenza di quelli a bacca rossa, tra i quali troviamo: il gaglioppo, il magliocco, la marsigliana, il sangiovese, il prunesta, l’alicante, due varietà di nerello, greco nero ed altri. Tra i bianchi prevale il greco bianco, il mantonico, il guardavalle ed il pecorello. La maggior parte delle viti è lavorata ad alberello basso, su terreni calcarei ed argillosi, caratterizzati da un clima temperato e caldo, ma, da alcuni anni, alla tradizionale modalità di coltivazione se ne sono affiancate altre, e cioè: il cordone speronato, la controspalliera, il tendone ed il casarsa. La regione ha ottenuto 12 riconoscimenti a marchio Doc e 13 a marchio Igt. Tra i vini Doc troviamo, da nord a sud (e provincia di appartenenza): il Pollino (CS), il Verbicaro (CS), il San Vito di Luzzi (CS), il Donnici (CS), il Cirò (KR), il Melissa (KR), il Savuto (CS), lo Scavigna, il Lamezia (CZ), il Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (KR), il Bivongi (RC), il Greco di Bianco (RC). Tra quelli Igt si possono annoverare, da nord a sud: l’Esaro, il Valle del Crati, il Condoleo, il Lipuda, il Val di Neto, il Valdamato, l’Arghillà, il Pellaro, il Locride, il Costa Viola, lo Scilla, il Palizzi, il Calabria (prodotto in tutta la regione). Tra le produzioni vinicole regionali che non hanno ottenuto marchi di qualità, merita una citazione particolare il Moscato di Saracena.

Luoghi: Cirò, Cosenza, Melissa, Savuto, Bivongi, Valle dell'Esaro, Isola Capo Rizzuto, Cariati, Verbicaro, Pollino, Luzzi, Scilla, Palizzi, Locri, Pellaro, Val di Neto (Calabria)

Marco

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3 commenti:

  1. A mi en particular el vino me gusta bien poco pero he de reconocer que para aquellas personas a las que sí, es un auténtico lujo comer con él y si es bueno como en este caso mejor que mejor, es un buen acompañante a la mesa.
    UN besín.

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  2. Não sou grande conhecedora de vinhos mas em Portugal existem vinhos maravilhosos e aqueles que eu mais gosto são os da região do Alentejo. Vale a pena....

    Obrigado por seguir o Iguarias Caseiras, também vou seguir o seu blog.

    Um abraço

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  3. good wine translates in any language!!!Delicioso!

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