Lo Stocco di Mammola

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Lo stocco o stoccafisso viene importato in Calabria dai Paesi nordici europei attraverso il porto di Napoli fin dalla metà del XVIII° secolo, tempo in cui veniva considerato un alimento per i ceti meno abbienti, soprattutto per i contadini che lo consumavano, dopo aver compiuto lavori duri, per il suo alto valore energetico. Oggi viene consumato dalle famiglie calabresi il venerdì santo e la vigilia di natale. Questa varietà di stocco, tipica di Mammola, piccolo comune situato nell’immediato entroterra del versante jonico reggino, trova la sua particolarità nella composizione fisico-chimica (calcio, ferro, magnesio) dell’acqua, sorgente sui monti del vicino Aspromonte, nel quale viene lavorato e, poi, spugnato. Il suo colore è bianco, il suo sapore corposo, povero di grassi e ricco di proteine, vitamine e sali minerali, le sue dimensioni variano dai 60 ai 100 centimetri. Riconosciuto tra i prodotti tradizionali regionali dal Mipaf.

Luoghi: Mammola (RC, Calabria)

Marco

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1 commento:

  1. Mi è piaciuto il tuo blog.
    Alcuni articoli molto interessanti.
    Un saluto dalla Spagna.

    http://andreacordonbleu.blogspot.com/

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