La 'Nduja di Calabria

L’introduzione di questo impasto, composto da ingredienti poveri come: lardo di maiale, pancetta, peperoncino rosso piccante e sale, secondo alcune fonti, risale al periodo (1806-1815) in cui la regione era dominata dai francesi. Lo stesso suo nome “nduja” pare derivi dal francese “andouille” che significa per l’appunto salsiccia/insaccato. Tutto l’impasto suddetto viene, infatti, insaccato in budello naturale, poi affumicato con legna aromatica e, infine, stagionato per almeno 5 mesi. Il suo utilizzo culinario principale è spalmata sul pane oppure aggiunta nella salsa di pomodoro casereccia come condimento per i primi piatti di pasta lavorata rigorosamente a mano. Il territorio nel quale viene prodotta e commercializzata è l’area posta a ridosso della costa tirrenica vibonese in particolare alcuni comuni ne fanno una propria identità: Spilinga, Calmiera, Rombiolo, tutti situati a pochi chilometri da Tropea. Riconosciuto dal Mipaf come prodotto della tradizione alimentare regionale.

Luoghi: Spilinga (VV), Calmiera (VV), Rombiolo (VV) (Calabria)

Marco

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5 commenti:

  1. adoro l'nduja nonostante sia toscana di origine e solo mezza meridionale chissà sarà il richiamo del sangue

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  2. Ciao,
    ho appena aperto un contest in collaborazione con Le Creuset, se vuoi saperne di più su come partecipare trovi tutto qui http://panperfocaccia-grianne.blogspot.com/2011/05/una-gita-senza-formaggio-con-le-creuset.html
    Buona domenica!

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  3. Gran bel post, molto utile.. ho sempre sentito parlare della 'nduja ma non ho mai saputo in cosa consistesse effettivamente! Un abbraccio e buonissima giornata

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  4. Bellissimo post, molto istruttivo......a presto:-)))

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  5. Provata qualche mese fa a casa di un'amica che la fa da sè....una roba epocale.......ma bruciaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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